Ravvedimento Operoso: Come è cambiata la misura delle sanzioni

Il “ravvedimento operoso” introdotto dall’art. 13 del decreto legislativo n. 472/97 ed è applicabile a tutti i tributi.
Si tratta della possibilità di correggere errori ed omissioni o di versare in ritardo l’imposta dovuta beneficiando di una riduzione delle sanzioni.
Con la legge di stabilità 2011 (legge n. 220 del 13 dicembre 2010) è stata modificata la misura delle sanzioni ridotte previste in caso di ricorso all’istituto del ravvedimento operoso. Le nuove misure si applicano per la regolarizzazione delle violazioni commesse a partire dal 1° febbraio 2011.
Atti ammessi al ravvedimento operoso
Ai fini delle imposte dirette, dell’Iva, dei tributi locali, il contribuente o il sostituto d’imposta, nonché gli eventuali soggetti coobbligati possono regolarizzare le seguenti tipologie di violazione:
1.omessi o insufficienti versamenti delle imposte dovute (sia a saldo sia acconto) in base alle dichiarazioni;
2.errori meramente formali:quelli cioè che non incidono sulla determinazione dell’ imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo  e non costituiscono ostacolo all’attività di controllo;
3.errori sostanziali: quali l’omessa fatturazione o registrazione di operazioni ai fini Iva;
4   infedele dichiarazione, omessi versamenti per errori materiali o di calcolo;
5.omessa presentazione della dichiarazione o anche denuncia di inizio/variazione dell’attività.
Il ravvedimento è utilizzabile anche per l’imposta di registro (vedi precedente articolo), imposta vidimazione libri sociali, ipotecaria e catastale ici;
Mancato pagamento dei tributi
La sanzione ordinariamente prevista nella misura del 30% per l’omesso o insufficiente versamento delle imposte dovute a titolo di acconto o saldo in base alla dichiarazione dei redditi e dell’Iva, e per l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute alla fonte operate dal sostituto d’imposta, è così ridotta:
1/10 del 30%, cioè il 3%, se il versamento è effettuato entro 30 giorni
dalla scadenza (ravvedimento breve);
1/8 del 30%, cioè il 3,75%, se il versamento è effettuato con ritardo superiore a 30 giorni, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa (ravvedimento lungo).Si ricorda inoltre che con il DL 98/2011 è stato introdotto anche il ravvedimento breve relativo alle violazioni sanata entro i 15 giorni con una ulteriore riduzione delle sanzioni sulla base del 2% al giorno pari a 1/15 della sanzione minima  e che la circolare 41/E ha chiarito che lo stesso opera di diritto anche in assenza di ravvedimento (leggi l’artico circolare 41/e primi chiarimenti)
Violazioni di natura sostanziale
Gli errori e le omissioni rilevabili in sede di liquidazione e di controllo formale della dichiarazione (articoli 36-bis e 36-ter del Dpr n. 600/1973), relative a:
• errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili e delle imposte
• indicazione i detrazioni di imposta  superiori a quelle spettante di, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti d’imposta
potranno essere regolarizzati mediante il pagamento della sanzione ridotta al 3,75% (pari a 1/8 del 30%) della maggiore imposta o della differenza del credito utilizzato in compensazione.
Gli errori e le omissioni che configurano la violazione di infedele dichiarazione, quali:
• omessa o errata indicazione di redditi
• errata determinazione di redditi
• esposizione di indebite detrazioni o deduzioni
Questi errori o omissioni potranno essere regolarizzati mediante il pagamento della sanzione ridotta al 12,50% (pari a 1/8 della sanzione minima prevista del 100%) della maggiore imposta dovuta o della differenza di credito spettante.
Presentazione della Dichiarazione con ritardo non superiore a 90 Giorni
Se la dichiarazione è presentata con ritardo non superiore a 90 giorni la violazione potrà essere regolarizzata mediante il pagamento di una sanzione di 25 euro (pari a 1/10 del minimo di 258 euro), ferma restando l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate.
Si ricorda che la dichiarazione presentata oltre tale termine si considera omessa,ma può essere utilizza dall’amministrazione finanziaria ai fini dell’accertamento.
Occorre, inoltre, tenere conto anche dei “minimi” stabiliti dalle disposizioni che disciplinano la violazione dell’omessa presentazione della dichiarazione. Per esempio, quando non sono dovute imposte viene prevista la sanzione minima di 258 euro. Pertanto, anche quest’ultima violazione , a decorrere dal 1° febbraio 2011, deve essere ridotta, in caso di ravvedimento, a un decimo (da 21 Euro si passa a 25 Euro)
Sulla base di quanto disposto all’art.13 co.1 del Dlgs 472/97 il contribuente non può avvalersi del ravvedimento operoso quando:
1- la violazione è stata già  constatata ;
2- Se sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche;
3- Siano state intraprese attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente è stato già informato.
Istituti Deflattivi del  contenzioso
La legge di stabilità per il 2011 con l’art.1 (commi da18 a22) ha modificato anche la misura delle sanzioni ridotte dovute dai contribuenti in caso di adesione agli istituti deflattivi del contenzioso  stabilendo un incremento delle stesse con un maggiore aggravio per  il contribuente  che  aderisce tali istituti, con la modifica  dell’art. 15 del D.Lgs. 218 del 1997 che prevede la riduzione delle sanzioni irrogate dagli uffici con gli avvisi di accertamento non impugnati , per le violazioni concernenti il tributo e per quelle relative al contenuto delle dichiarazioni.
Si tratta degli istituti introdotti nell’ordinamento tributario al fine di evitare il contenzioso tributario o chiudere una lite fiscale pendente. Tali istituti sono i seguenti:
• acquiescenza;
• accertamento con adesione;
• definizione agevolata delle sanzioni;
• adesione agli inviti al contraddittorio e ai processi verbali di constatazione;
• conciliazione giudiziale.
La riduzione spetta a condizione che il contribuente:
– rinunci ad impugnare l’avviso di accertamento;
– rinunci a presentare istanza di accertamento con adesione;
– provveda a pagare, entro il termine di proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute tenendo conto delle riduzioni.
Tali somme possono essere versate, oltre che in unica soluzione, anche a rate , in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo ovvero, se l’importo da pagare supera i cento milioni, in dodici rate trimestrali, sempre di pari importo; sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali .
il contribuente non è più tenuto a prestare garanzia secondo una delle forme previste dalla legge (titoli di Stato o garantiti dallo Stato, fidejussione bancaria o polizza assicurativa fidejussoria) per il periodo della rateazione aumentato di un anno.
Si riporta il prospetto delle sanzioni in vigore dal 01.02.2011 relativo al singolo istituto e il confronto con la precedente sanzione ridotta prevista dall’art.15
Dal 1° febbraio 2011 si applicano le seguenti misure:

ISTITUTODEFLATTIVO

SANZIONE RIDOTTA      01/02/2011

SANZIONE FINO 31/01/2011

Acquiescenza            1/3            1/4
Definizione agevolata delle sanzioni            1/3            1/4
Accertamento con adesione            1/3            1/4
Adesione ai verbali di constatazione            1/3            1/4
Adesione agli inviti al contraddittorio            1/6            1/8
conciliazione giudiziale           40 %            1/3

 

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