Il Reddito Minimo delle società di comodo

La disciplina delle società non operative istituita con la legge n.724/1994 art. 30 (commi da 1 a 4 bis ), è stata più volte oggetto di modifiche prima ad  opera del DL 223 e successivamente con finanziaria del 2007.Con i due provvedimenti normativi si è operato un inasprimento dei coefficienti di calcolo, si è provveduto ad escludere alcune ipotesi di non applicazione e successivamente ad ampliare la platea dei soggetti esclusi automaticamente dalla normativa. La norma (art.30) si applica a tutte le società commerciali, di persone e di capitali,indipendentemente dal regime contabile adottato (circolare 25/E/2007) ed ha come finalità quella di contrastare la costituzione delle società il cui intento e di eludere le tasse. In realtà la norma più che dare una definizione precisa di cosa debba intendersi per società di comodo, si limita a fornire dei parametri e degli indici idonei a poter determinare se una società possa definirsi di comodo.Con il citato art. 30 legge 724/94, come detto,sulla base di alcuni parametri rilevabili dalla situazione patrimoniale dei soggetti destinatari della norma (quali il possesso di titoli e partecipazioni, beni Immobili di cui all’art.8 bis del DPR 633,Immobili di categoria A/10 ,Immobili acquistati o rivalutati nello anno o nei due esercizi precedenti e altre Immobilizzazioni materiali e Immateriali è stato introdotto un un metodo presuntivo di determinazione di un reddito minimo, soggetto a tassazione anche ai fini Irap ,e aventi riflessi anche sull’iva di cui diremo in seguito, determinato applicando ai suddetti beni i coefficienti previsti dal citato art.30 Pertanto l soggetti obbligati all’applicazione della suddetta norma dovranno effettuare in sede di compilazione del modello Unico (compilazione del prospetto delle società di comodo) un test di operatività al fine di disapplicare tale norma. Il comma 2 dell’art.30 stabilisce inoltre che ai fini dell’applicazione del comma 1, i ricavi e i proventi nonché i valori dei beni e delle immobilizzazioni vanno assunti in base alle risultanze medie dell’esercizio e dei due precedenti. Per la determinazione del valore dei beni si applica l’articolo 76, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, D.P.R. 917/86; Per i beni in locazione finanziaria si assume il costo sostenuto dall’impresa concedente, ovvero, in mancanza di documentazione, la somma dei canoni di locazione e del prezzo di riscatto risultanti dal contratto.


Il test di operatività consiste nel confrontare il reddito dichiarato ,con il reddito minimo scaturito dall’applicazione di tali coefficienti e nel caso lo stesso risulti inferiore al minimo tali soggetti si troveranno a dover effettuare una delle seguenti scelte:a)Procedere all’adeguamento del reddito dichiarato ( da notare che,come precisato dall’agenzia delle entrate, qualora la società sia soggetta all’applicazione degli studi di settore e abbia provveduto ad effettuare un adeguamento al reddito derivante dall’applicazione dello stesso ,se tale il reddito dovesse comunque risultare inferiore al minimo determinato con i coefficienti, la stessa sarà tenuta ad adeguare ulteriormente tale reddito al minimo effettuando in tal caso un doppio adeguamento pena la possibilità di incorrere in un avviso di accertamento parziale) b)Procedere con il non adeguamento e quindi instaurare un contenzioso con l’Amministrazione Finanziaria in tal caso il comma 4 del citato articolo 30 cosi dispone ( Se il reddito dichiarato dalle società o dagli Enti che si presumono non operativi risulta inferiore a quello minimo di cui al comma 3, il reddito può essere determinato induttivamente in misura pari a quella presunta, anche mediante l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 41-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600).Tale comma inoltre nella preesistente versione imponeva all’amministrazione finanziaria di richiedere al contribuente anche a mezzo raccomandata i motivi posti che avevano generato dei ricavi inferiori a quelli presuntivi (comma in seguito abolito dal Dl 223 ) prima di procedere all’emissione dell’avviso di accertamento parziale. c) Come ultima analisi (comma 4 bis aggiunto dalla legge finanziaria del 2007) per sfuggire all’applicazione della norma,presentare istanza di interpello in presenza di oggettive situazioni che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi ovvero non hanno consentito di effettuare le operazioni rilevanti ai fini Iva Vediamo ,per quanto sopra detto, i soggetti interessati e quelli esclusi , l’evoluzione normativa con le modifiche apportate prima dal DL 223 e successivamente dalla finanziaria 2007.Soggetti interessati come detto sono 1)- le società di capitali (Srl-Spa-S.a.p.a ed enti non non residenti con stabile organizzazione in Italia) 2)- le società di persone Snc-s.as. risultano pertanto escluse poichè non citate dal suddetto articolo le seguenti società: a) le società cooperative, e società di mutua assicurazione,gli enti commerciali e non commerciali residenti Per quanto concerne i beni rilevanti e i coefficienti applicabili dopo le modifiche apportate dal DL 223 sono i seguenti :

Beni interessati per il calcolo del reddito minimo

Art.30

Dl 223

Immobili ad uso abitativo (cat. da A/1 a A/9) acquistati o rivalutati dell’esercizio o nei due precedenti (anche in leasing)

3%

4 %

Immobili e navi ex art. 8-bis, comma 1, lett. a), DPR

633/1972 (anche in leasing)

4,75%

6 %

Azioni e quote ex art. 85, comma 1, lett.c), d), e) TUIR (azioni e quote, strumenti finanziari, obbligazioni e altri titoli similari), quote di società di persone (anche se classificate tra le immobilizzazioni finanziarie, aumentati dei crediti

1,5%

2 %

Altre immobilizzazioni (anche in leasing)

12 %

15 %

Le modifiche più significative recate dal DL 223/2006 hanno riguardato (come si evince dalla tabella) un inasprimento dei coefficienti innalzando le relative percentuali,eliminazione tra le cause di esclusione, il periodo di non normale svolgimento dell’attività ,la possibilità in alcune ipotesi di cause di esclusioni di evitare la compilazione del prospetto, modificato della procedura di accertamento prevista dall’art. 30, legge 724/94.Precedentemente l’entrata in vigore del Dl 223/2006, infatti, la norma prevedeva, al quarto comma, che l’accertamento del reddito delle società non operative dovesse avvenire, pena nullità, previa richiesta al contribuente di chiarimenti da inviare per iscritto entro sessanta giorni dalla data di ricezione della richiesta Era quindi imposto agli uffici dell’Agenzia di attivare una forma di contraddittorio con il contribuente prima di emanare l’avviso fondato sulle presunzioni di cui all’art. 30, in cui vl contribuente avrebbe potuto far valere gli elementi in suo possesso in grado di giustificare la non operatività e/o il reddito minimo come determinati dall’ufficio. Per quanto riguarda invece i soggetti per i quali opera l’esclusione si fornisce un elenco con alcune precisazioni relative ad alcune cause di esclusioni sulla base dei chiarimenti forniti dall’agenzia delle entrate :

1

Soggetti ai quali è fatto obbligo di costituirsi sotto forma di società di capitali

2

Soggetti che si trovano nel primo periodo di imposta

3

Società in amministrazione controllata o straordinaria, relativamente ai periodi di imposta interessati da tali procedure

4

Società ed enti quotati

5

Società esercenti pubblici servizi di trasporto

6

Società con numero di soci non inferiore a 50

7

Società che nei due esercizi precedenti hanno avuto un numero di dipendenti mai inferiore alle dieci unità1

8

Società in stato di fallimento, assoggettate a procedure di liquidazione giudiziaria, di liquidazione coatta amministrativa ed in concordato preventivo2

9

Società che presentano un ammontare complessivo del valore della produzione superiore al totale attivo dello stato patrimoniale3

10

Società partecipate da enti pubblici almeno nella misura del 20% del capitale sociale4

11

Società che risultano congrue e coerenti ai fini degli studi di settore5

12

società in stato di liquidazione

13

società in stato di fallimento, assoggettate a liquidazionegiudiziarie e liquidazione coatta amministrativa, società in concordato preventivo e in amministrazione straordinaria.

14

società sottoposte a sequestro penale o a confisca

15

società che dispongono di immobilizzazioni costituite da immobili concessi in locazione ad enti pubblici ovvero locati a canone vincolato ex legge431/98.

16

società che detengono partecipazioni

17

società che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza di disapplicazione

 Riguardo alle modifiche introdotte con la legge finanziaria 2008 si segnale che la stessa ha abbassato da 100 a 50 la soglia del numero dei soci. La circolare. n. 9/E del 14/2/2008 ha precisato che il numero minimo deve sussistere per “la maggior parte del periodo di imposta”.
Studi di settore: per quanto attiene la definizione del requisito di congruità, la circ. 9/E/2008 ha affermato che occorre prendere come riferimento il livello puntuale di congruità che emerge dall’applicazione degli studi di settore, considerando anche gli indicatori di normalità economica Circa la definizione della coerenza, la circ. 9/E/2008 ha affermato che la società deve risultare “correttamente posizionata nei confronti di tutti gli indicatori di coerenza economica”. Inoltre la causa di esclusione, che deve essere verificata con riferimento al solo esercizio corrente, e può ritenersi realizzata anche a seguito di adeguamento spontaneo in dichiarazione. Tale l’esclusione non trova applicazione per le società soggette ai parametri anche se le stesse dichiarino ricavi congrui (circolare n. 9/2007) Numero Dipendenti <10 è stata interpretata dall’Agenzia (circ. 9/E/2008) nel senso di ritenere che se anche per un solo giorno il numero di dipendenti è stato inferiore alle 10 unità, l’esclusione non può operare.
Valore di Produzione > Attivo Patrimoniale: occorre considerare il valore della produzione, come risulta dal raggruppamento A dello schema di conto economico (art. 2425 c.c.), per confrontarlo con il totale dell’attivo che risulta dallo schema di stato patrimoniale (art. 2424 c.c.) In tutti quei casi in cui il primo valore sia superiore al secondo opera la giustificazione di non applicazione del regime di cui all’art. 30, legge 724/94.Oltre alle cause di esclusione automatica previste nei casi riportati in tabella, la norma prende in esame anche i seguenti due casi particolari qualora non sia presente alcun bene (di quelli presi a base di riferimento,da indicare nel prospetto, in tal caso va indicato in riferimento al triennio di osservazione(Codice 1) o nel solo esercizio corrente(Codice 2)
Reddito Minimo e riflessi Iva :Come detto in premessa il mancato superamento del test di operatività comporta alcune conseguenze in materia di Iva. L’art.35 comma 15 del Dl.223 ha prescritto che Il credito iva può essere utilizzato solo in compensazione verticale (iva da iva),non può essere richiesto a rimborso,viene disconosciuto(perdita del credito) se per tre esercizi consecutivi la società risulti non operativa e il volume di affari risulti nel triennio stesso inferiore a quello minimo.In ultima analisi di disapplicazione vi è la possibilità di presentare apposita istanza spiegando i motivi per cui non è stato possibile realizzare i ricavi previsti dalla norma,da presentare prima della dichiarazione. La stessa può essere respinta (in tal caso o ci si adegua al reddito minimo oppure si riceverà avviso di accertamento parziale ai sensi dell’art.41 bis del dpr 600), può ottenere accoglimento totale (vi e quindi l’esonero dalla compilazione del prospetto e del reddito minimo) oppure parziale riguardante cioè l’esclusione della compilazione del prospetto solo per i beni oggetto dell’esclusione e procedere al calcolo del reddito minimo senza considerare i beni esclusi. In tal caso il reddito potrà risultare superiore al minimo e si è considerati operativi oppure in caso contrario non operativi e di conseguenze regolarsi in considerazioni di quanto già precedentemente esposto. Si precisa che in base alla circolare 5/E del 2007 il contribuente può sempre fornire le prove e gli elementi che hanno determinato l’esito negativo dell’applicazione del test di operatività. La circolare n.25/E del 04.05.2007 dell’Agenzia delle Entrate traccia un quadro completo dell’intera disciplina delle società di comodo.

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