Accertamento Sintetico e Circolare 28/E

L’accertamento sintetico è disciplinato dall’art.38 (commi 4-8) del D.P.R. 600/73.
Con il termine di accertamento sintetico si fa riferimento allo strumento di accertamento mediante il quale l’amministrazione finanziaria procede alla ricostruzione del reddito delle persone fisiche (privati o imprenditori) in base all’ ammontare delle spese  da questi sostenute .Si fonda sostanzialmente sull’assunto per cui se vi è un “bene” si presume che ci debba essere la relativa capacità reddituale connessa al suo acquisto e mantenimento.
L’accertamento sintetico può essere attivato solamente nei confronti delle persone fisiche (privati e imprese) ed ai fini delle imposte sui redditi.ed è applicabile solo se il reddito dichiarato si discosta da quello accertato del 20% (questo il chiarimento è fornito dalla stessa agenzia delle Entrate -vedasi a tale proposito l’annuario del contribuente)
Il maggior reddito viene presunto in base alla capacità di spesa determinata in relazione ad elementi e circostanze di fatto certi.a prescindere dalle fonti di reddito utilizzando il criterio secondo cui le spese sono indici dell’esistenza di redditi nel periodo di sostenimento della stessa.
Confronto tra vecchia e nuova normativa
Con la previgente normativa in vigore fino 01.06.2010 data di entrata in vigore del D.L.78/2010 convertito nella legge 112/2010 che ha riscritto in toto l’artico 38 del D.P.R.600 (commi da 4 a 8) si erano delineati due fattispecie di accertamento sintetico
l’accertamento sintetico puro (cioè basato su elementi certi e conosciuti al fisco ) dall’accertamento sintetico da redditometro(basato sulla disponibilita o meno di alcuni beni quali immobili, imbarcazioni, autovetture di grossa cilindrata imbarcazioni etc) in possesso del contribuente che costituivano indici di capacità reddituale del soggetto accertato.Tali beni erano stati individuati dall’amministrazione finanziaria con apposito D.M. Del 10 settembre 1992.
La presunzione relativa posta a base dell’accertamento sintetico (puro o redditometrico) richiedeva che il maggior reddito accertato dovesse essere superiore al 25% di quello dichiarato e che tale scostamento doveva verificarsi due anni su tre anche non consecutivi.
Nuova Disciplina
Con l’entrata in vigore del D.L. n. 78/2010, si è provveduto (art.38 comma 4) a disciplinare l’accertamento sintetico puro basato su fatti e elementi certi,da quello sintetico da redditometro (art.38 comma 5) che trova applicazione dal periodo d’imposta 2009
Il nuovo accertamento sintetico introdottodall’articolo 22 del Dl 78/2010 stabilisce ai sensi del nuovo comma 4, che il reddito sintetico può essere determinato sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta”introducendo pertanto il principio che la spesa sostenuta dal contribuente nel periodo d’imposta è pari al reddito dallo stesso prodotto (Spesa=Reddito)
Con Il nuovo accertamento effettuato con il redditometro (art.38 comma.5) la ricostruzione presuntiva viene operta (non più sugli elementi di cui al D.M. Del 1992 che restano comunque validi per i periodi di imposta fino al 2008) ma su elementi che risultano dal provvedimento normativi.
E’ stato infatti abolita la regola dello scostamento dei due anni su tre anche non consecutivi,ridotta la percentuale di differenza tra reddito dichiarato e accertato al 20% e non più 25%) è stato soppresso il metodo della spesa per incrementi patrimoniali(ossia l’acquisto di beni significativi che denotano la capacità del contribuente di incrementare il proprio patrimonio personale )
Il nuovo comma quarto del citato art. 38 fissa la regola generale, secondo cui l’Ufficio può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta,
Tale presunzione ha natura legale ai sensi dell’art. 2728 del Codice civile, per cui l’Ufficio è dispensato da qualunque ulteriore prova. Ma se la presunzione legale è legittima occorre comunque tener presente che gli indicatori di capacità contributiva si fondano su dati generici, in molti casi, non in linea con la realtà economica di ogni contribuente (e dei loro nuclei familiari).si fonda sulla determinazione sintetica del reddito su elementi individuati mediante l’analisi di campioni significativi di contribuenti,differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza: fondamentali risultano, quindi, sia la composizione del nucleo familiare che il luogo di residenza della famiglia (ad es. una famiglia residente al nord necessita di un maggior reddito rispetto ad una con eguale composizione familiare ma residente al sud)
L’amministrazione finanziaria sulla base di nuovi indici di ricchezza (ad esempio: recenti viaggi e crociere , consistenti rate di mutuo, rette elevate per frequenza dei figli a scuole private , rate di mutuo a cui possono aggiungersi anche spese mediche di particolare importo, ristrutturazioni edilizie,acquisti di beni durevoli di consumo (elettrodomestici, mobilia, mezzi di trasporto ecc., oltre che ovviamente spese per investimenti societari e immobiliari),procede con un criterio matematico alla ricostruzione sintetica del reddito accertabile.
Condizione essenziale affinché l’Ufficio possa procedere all’accertamento sintetico è rappresentata dal fatto che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto (20%) quello dichiarato nel periodo di imposta e che si instauri obbligatoriamente il contraddittorio con il contribuente, a garanzia della correttezza dell’azione amministrativa.
Con il contraddittorio, viene concessa al contribuente la possibilità di fornire tutti quegli elementi necessari a evitare, in tutto o in parte, la ricostruzione indiretta del reddito provando la legittima provenienza del denaro che ha reso possibile le spese sostenute.
Infatti il contribuente è tenuto a giustificare non più il reddito dichiarato bensì le spese effettivamente sostenute: tale prova consiste nello spiegare all’Ufficio con quali fonti di finanziamento, diverse dal denaro proveniente da redditi non dichiarati, sono state effettuate le spese sostenute.
Riassumendo la nuova formulazione dell’art.38 dai commi 4 a 8 prevede quanto segue:
La determinazione sintetica del reddito sulla base delle spese sostenute nello stesso periodo d’imposta e basato su elementi indicativi di capacità contributiva
L’accertamento sintetico avviene solo nel caso in cui il reddito accertato sinteticamente si discosta per oltre il 20% dal reddito dichiarato;
Dal reddito accertato sinteticamente sono deducibili i soli oneri di cui all’art. 10 del Tuir e le detrazioni relative ad oneri per i quali esse competono;
Il contribuente può sempre dimostrare il possesso di possesso di redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile;
L’ufficio ha l’obbligo di invitare il contribuente a fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento;
Lo stesso ufficio ha l’obbligo di avviare la procedura di accertamento con adesione, ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 218/97.
Come opporsi alle pretese del fisco ?
Per contrastare tale tipo di accertamento il soggetto destinatario del controllo fiscale può dimostrare o che il reddito è stato conseguito in diversi periodi di imposta precedenti a quello oggetto dell’accertamento oppure comprovare con idonea documentazione (si veda in proposito la Circolare n. 49/2007 con cui l’A.F. In cui si raccomanda agli uffici di “vagliare eventuali diverse giustificazioni anche riferibili ai componenti del nucleo familiare quali ad esempio utilizzo di finanziamenti ,redditi conseguiti tassati in misura forfetaria ,somme ricevute a titolo di risarcimento patrimoniale etc), che il reddito sinteticamente determinato è “costituito in tutto o in parte da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta”
Una difesa efficace, nel merito, non può prescindere dall’evidenziare come la validità dello strumento in esame sia stata posta in dubbio dalla stessa A.F., la quale ha invitato più volte gli Uffici ad utilizzare il redditometro in maniera prudente e ponderata. Il Ministero delle Finanze, con circolare 30 aprile 1999 n. 101/E,aveva già ammesso espressamente «l’inevitabile imprecisione di detto strumento presuntivo»,
Ancora,nel merito, si potrebbe eccepire di non aver “effettivamente” sostenuto le spese afferenti i beni sensibili (o gli investimenti effettuati) in quanto non nella “disponibilità” del soggetto verificato,tesi al quando ardua, non essendo sufficiente la mera dichiarazione di essere un mero “prestanome” (Cassazione, sentenza 8738/02).
in diritto, invece, potrebbe eccepirsi l’applicazione retroattiva dei decreti di aggiornamento
La circolare 28/E – reddito finanziario e precisazione dall’A.F.
Come visto l’accertamento sintetico si basa sul confronto delle spese sostenute a il reddito dichiarato del soggetto accertato.Il principio è che le spese sostenute nell’anno dal contribuente si presumono finanziate con il reddito del medesimo periodo d’imposta secondo un criterio di cassa (Spesa=reddito)
Quest’ultimo però essendo calcolato con ll criterio di competenza economica non sempre esprime le reali capacità finzanziare del soggetto stesso poiché influenzato da componenti negative che non costituiscono per il contribuente dei reali esborsi in termini finanziari(si pensi ad esempio al costo del TFR, agli ammortamenti, alle variazioni fiscali,minusvalenze etc,tutti elementi che incidono pesantemente nella determinazione del reddito).
Un raffronto spese-reddito rendeva alquanto difficile la difesa del contribuente, ma con la circolare 23/E finalmente l’A.F. afferma che il destinatario di un avviso di accertamento sintetico può opporre a sua difesa il reddito finanziario, inoltre la circolare precisa che l’accertamento sintetico puro e lo spesometro non possono sommarsi.La circolare fornisce inoltre un’altra importante precisazione nello spesometro non rientra la casa mentre vi rientra l’auto.
Dalle precisazioni fornite con la suddetta circolare diventa più facile la difesa dal «sintetico» Si supponga ad esempio che un contribuente(imprenditore) abbia un reddito cosi formato ;
Ricavi 1,000
Costi 200
Ammortmenti 250
Minusvalenza 150
Reddito netto 400
lo stesso riceva avviso di accertamento per 600 maggior reddito contestato 200( 600-400)
In siffatta circostanza risulterebbe che il contribuente abbia omesso un maggior reddito per 200. Rideterminando il reddito finanziariamente si ottiene invece il seguente reddito:
Ricavi 1.000 – costi 200 = reddito disponibile 800
L’esempio dimostra che le spese sostenute dal contribuente sono perfettamente in linea con le sue disponibilità e pertanto l’accertamento non appare fondato.L’esempio tuttavia non deve trarre in inganno in quanto risulterà alquanto difficile risalire al reddito finanziario per i redditi di impresa in quanto gli elementi da considerare sono tanti e non solo i costi fissi( ammort.ecc)
In attesa di ulteriori sviluppi che produrrà il principio enunciato nella circolare 23/E in relazione al contenzioso pendente presso le commissioni tributarie ,non resta che prendere atto che si tratta di un passo importante per i rapporti tra fisco e contribuente.

 

 

 

 

 

 

 

 

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